Il giorno dell’Imu è arrivato. Oggi è il limite massimo per il pagamento della tassa sulla casa (anche la prima) voluta dal governo dei tecnici. Molti hanno deciso di non pagare, altri pagheranno in ritardo. Ma, in questi due casi, a che cosa si va in contro? A quanto ammonta la sanzione e in quale ipotesi scatta? Ecco quello che c’è da sapere..
C’è chi non ne vuole sapere di pagare l’Imu e chi è arrivato impreparato all’appuntamento di oggi e dunque si dovrà concedere qualche giorno in più per compilare l’F24 e andare a pagare (in posta, in banca, all’agenzia riscossione, al Caf o in rete sul sito dell’Agenzia delle entrate).
COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA?
E’ un ipotesi salata. La sanzione è infatti del 30% sull’importo da versare. Un bel salasso a cui vanno incontro quei contribuenti che decidono di non versare nulla.
E I RITARDATARI?
Diverso è il caso di chi ritarda. Si paga molto meno e il costo varia naturalmente a seconda di quanti giorni passano dal limite della scadenza. Oggi, ricordiamo, scade la prima rata. Ci sarà poi da pagare una seconda rata a dicembre (entro il 17 del mese) con tanto di conguaglio perché entro il 30 settembre i Comuni possono ancora aumentare o ridurre l’aliquota. Chi invece ha deciso di pagare in tre rate (vale però solo per l’Imu sulla prima casa) dovrà tenere a mente anche la scadenza intermedia del 17 settembre.
Cosa succede a chi arriva fuori tempo? In questi casi è previsto l’istituto del “ravvedimento operoso”, vale a dire che il contribuente si “auto-mette- in-regola” presentandosi con il versamento degli importi. In questo caso si ottiene un forte sconto della sanzione. Attenzione però perchè questo “bonus” ha anche lui una scadenza: il termine massimo per ravvedersi e’ 1 anno. Quindi, per l’acconto Imu che scade il 18 giugno 2012, il termine sarà il 17 giugno 2013. Seguendo questa strada la sanzione si riduce dal 30% al 3,75% (“ravvedimento lungo”).
C’è chi magari è più veloce nel ravvedersi, e allora ottiene un altro sconto ancora. Chi si ravvede entro 30 giorni, paga il 3% (“ravvedimento breve”). Prima ancora c’è il “ravvedimento sprint”, che si applica entro i 15 giorni. In questo caso la sanzione ridotta del 3% si riduce ulteriormente in misura pari a uno 0,2% per ogni giorno di ritardo. Ad esempio, nel caso di ravvedimento entro il 22 giugno 2012, la sanzione dovuta sarà pari allo 0,8% (= 0,2% x 4).
DA SAPERE
Tutti questi termini (da imparare a memoria) sono un finto “anti-multa”. Basta infatti che il Comune decida di fare un controllo sui suoi contribuenti chiedendo che presentino l’F24 e la possibilità del ravvedimento operoso è annullata. Così la sanzione torna al 30%.
In più va detto che con il pagamento ritardato va comunque versato compilando il modulo F24, che già è un impresa in sé. Se poi ci tocca aggiungere anche interessi e multe, diventa peggio della camera delle torture. Meglio evitare.
Per sapere come si calcola l’Imu leggi questo articolo
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