Buoni Postali nella crisi. Quanto rendono e quali rischi ci sono

Sa sempre i Buoni Fruttiferi Postali sono una delle forme di risparmio più in uso tra le famiglie italiane. La crisi finanziaria sta però facendo drizzare le antenne anche a chi ha messo i propri soldi alle Poste. Quali sono le garanzie che offrono in caso di difficoltà economico-finanziarie?

COME FUNZIONANO
Per molti sono una valida alternativa ai titoli di Stato. Soltanto che i Buoni postali hanno una marcia in più che di questi tempi fa stare più tranquilli: con i Buoni postali non si rischia di veder calare il capitale investito. A differenza dei Btp, i Buoni delle Poste non sono quotati e dunque il loro prezzo non varia. Al momento della scadenza viene rimborsato il 100% del capitale investito con l’aggiunta degli interessi.



IN CASO DI RIMBORSO ANTICIPATO
E’ anche possibile ottenere il rimborso anticipato sempre con la restituzione di tutto il risparmio investito a cui si sommano gli interessi maturati fino alla data del rimborso. In più i Buoni godono della garanzia dello Stato, attraverso la Cassa depositi e prestiti che li emette. Permettono quindi di dormire sonni tranquilli a patto però di essere disposti ad accettare rendimenti sottili.

QUANTO RENDONO E QUANTO COSTANO
Per fare un esempio, il tasso pagato oggi da un Buono a 18 mesi è del 2,61% lordo. Ci sono comunque tanti tipi di Buoni, con tante forme diverse di scadenze e rendimenti. Possono essere sottoscritti e rimborsati in tutti gli Uffici Postali, senza alcuna commissione o spesa, eccetto quelle di natura fiscale (12,5%).

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